sabato 1 dicembre 2012

50 Sfumature di Grigio - E.L. James [Book]


Oramai è il boom di questo libro. Le donne di ogni età lo leggono al mare e se ne innamorano profondamente, lo consigliano alle amiche e agli amici che, curiosi di leggere un libro tanto chiacchierato, decidono di immergersi nella lettura di questa “trilogia”.
Se dovessi definire questo libro con una frase direi: Un grande pacco regalo con un contenuto orribile.

La trama presa da il sito della Feltrinelli è questa:
Quando Anastasia Steele, graziosa e ingenua studentessa americana di 21 anni, incontra Christian Grey, giovane imprenditore miliardario, si accorge di essere attratta irresistibilmente da quest’uomo bellissimo e misterioso e di volerlo a tutti i costi. Incapace a sua volta di resisterle, anche lui deve ammettere di desiderarla, ma alle sue condizioni. Presto Anastasia scoprirà che Grey ha gusti erotici e pratiche sessuali decisamente singolari ed è un uomo tormentato dai suoi demoni e consumato dal bisogno di controllo. Nello scoprire l’animo enigmatico di Grey, Anastasia conoscerà per la prima volta i suoi più oscuri desideri.

Premessa: Bisogna partire dall’idea che questo racconto non è niente altro che una fanfiction di Twilight. Iniziando le prime pagine si può cogliere sicuramente l’eco di Edward “sbrilluccicoso” Cullen e Bella “impedita” Swan. Anche nella trama ci sono fortissime somiglianze con l’opera della Mayer per esempio come la famiglia Grey ami alla follia Anastasia Steele, come la sorella di Christian, tale Mia, si appassioni particolarmente ad Anastasia.
Continui déjà vu, continui “Oddio ma è uguale a Twilight” che ho odiato sin da principio. Perché continuare a pubblicare storie che escono come fanfiction? Non sei originale dato che scrivi su qualcosa che non è tuo. Ma comunque dillo nei ringraziamenti, nelle note, da qualsiasi parte. Niente, la James ci lascia la "surprise".

Personaggi: tocchiamo i primi tasti dolenti. All’inizio del libro i personaggi femminili vengono presentati, nel gergo delle fanfiction, MarySue, cioè un personaggio che potremmo descrivere con l’espressione romana “Sei meglio te” nel senso di perfetto, che sa fare tutto e risolvere qualsiasi situazione spinosa. Christian Grey è un GaryStu, maschile della MarySue. Il fastidio di un personaggio così si annida già nelle prime pagine in cui Kate, amica di Ana, direttore di un giornale studentesco è malata e non può fare l’intervista a Mr Grey. Già il fatto che tu sia malata e non possa fare un’intervista programmata da secoli porta ad una crisi nevrotica. Aggiungiamoci la febbre (?) e i sintomi influenzali e avremo, forse, una donna con la sindrome da incazzo. Ma no, il libro invece ce la presenta figa, con i capelli in ordine e manco un filo di odio nei confronti del destino. Ed è in questo preciso istante che si vede lo zampino dell’autrice che mostra le carte della sua storia: Christian e Ana devono incontrarsi, Kate non deve fare storie e accettare il suo status di co-protagonista (che riceverà tante sorprese e soddisfazioni dalla storia, per esempio trom…ehm innamorarsi del fratello super figo – ma non così figo e perfetto – di Christian).
Anastasia è una palla al piede, bella e perfetta ma con la sindrome de “Mi sento cessa e imbranata” come tale Bella Swan. Comprendo che noi donne ci sentiamo di tanto in tanto inadatte, imbranate e imperfette. Ma spesso abbiamo difetti veri e propri e lo riconosciamo. La James invece ci mostra una Anastasia e una Kate schifosamente perfette, Kate pure schifosamente ricca, ma con questa innumerevole sindrome paranoica de “La mia autostima tende a meno infinito”.
Nello svolgimento del libro ho notato come Anastasia abbia dei cambiamenti repentini: I tacchi sempre usati poco ma, in un punto del libro, li usa alla perfezione, grande amante dei jeans che non ha mai usato un vestito ma poi, all’improvviso, vestitini mozzafiato, trucco acqua e sapone che diventa più presente e infine grande bevitrice. All’inizio del libro viene detto che non è brava a reggere l’alcol (e questo porta ad una serata alcolica dove lei si ubriaca, chiama Mr Grey che la soccorre, e vomita sulle scarpe del malato mentale Grey – inciso due: ben gli sta!) ma poi con molta nonchalance riesce a reggere bollicine a tutto spiano. Vino e Cosmopolitan. Questi cambi repentini di un personaggio portano solo una poca coerenza del personaggio stesso: Anastasia è il personaggio giusto al momento giusto. Sempre. Che poi prendetemi per pervertita ma il diminutivo Ana mi fa pensare ad un gioco di parole niente male. Ana(L).
Una cosa che ho trovato disarmante è la presentazione iniziale (goffa, imbranata, mai una esperienza sessuale) ma nel primo coito si rivela super esperta. Il sesso non l’ha mai interessata ma anche la perdita della verginità ha un che di schifosamente perfetto. Niente imbarazzi, niente stronzate. Succede e puff. Io qui mi son seriamente domanda perché. Perché descrivere una cosa “importante” nella vita di una donna in questo modo? Cioè c’è attesa, passione, sentimento. No, l’unica cosa che mi ha fatto rosicare come un furetto è stata la definizione di Christian alla scoperta della verginità di Ana(l): “risolvere questa faccenda”.
Christian Grey è schifosamente simile ad Edward Cullen, disturbato, stalker, maniaco del controllo e schifosamente ricco e perfetto. La James ci tritura le palle ogni tre per due con la perfezione di questo “Dio del Sesso”: non smette mai di osannare il personaggio e di ripetere come i pantaloni gli cadano alla perfezione sulle gambe.
Essendo un racconto erotico si basa molto sulla mentalità e psicologia. La psicologia dei protagonisti, Ana e Christian, segue percorsi illogici e irrazionali, spesso cambiano repentinamente ogni pagina del libro e peggio un coriandolo ha molta più psicologia di loro due messi assieme. A volte Christian pare coerente, ma la James smentisce il personaggio e lo fa cadere nel disegno di dover essere il principe di Anastasia. Mi spiego: nel personaggio di Mr Grey c’è il mistero, il segreto di un passato che lo disturba, un passato che l’ha plasmato in quello che è. Nel libro questo Christian si trasforma ogni tot pagina e casualmente l’autrice ci rifila un Mr Grey che deve essere simpatico, attraente e romantico. Forza il personaggio perché il disegno è “stare con Anastasia”. Perché è strano vedere un personaggio tormentato che poi dice “Massì voglio provarci, voglio darti il di più” e questa scelta l’ha fatta sin dal primo incontro con Anastasia. Banale e non casuale.
Mr Grey è il tipico personaggio che si è fatto da solo. Uomo, maschio, che a soli 27 anni guida una azienda e ha i soldi. Tanti soldi, alla faccia della crisi che c’è. Guida elicotteri, navi, aerei, pilota macchine sportive e soprattutto è un Dio del sesso. Non fa mai cilecca e fa godere la sua amante come un riccio. Ah non ho dimenticato la parola lavora. Christian Grey non lavora. Guida un’azienda che produce soldi ogni 30 secondi ma non lavora mai, ogni tanto qualche telefonatina per sbaglio.
Anastasia invece non ha niente di logico e spesso ha solo paranoie. Il percorso che lei decide di affrontare comporta anche una crescita a livello mentale, un prendere confidenza anche con la propria mente. Questo nel libro manca perché Ana è affetta dalla sindrome della Crocerossina: vuole salvarlo. E diciamolo: noi donne abbiamo sempre avuto il desiderio, soprattutto quando ci innamoriamo di un uomo stronzo, di cambiarlo. E questo è logico, l’amore fa questo effetto. Ma dall’inizio del racconto sino alla fine non ho visto nessun cambiamento psicologico in Anastasia. Paranoie, paranoie, vocine interiori e poi quella palla al piede della dea interiore che balla la salsa, la merengue, il chachacha e rompe le scatole a chi legge. 25 capitoli per poi portare alla svoltona mistica al 26 e ultimo capitolo. Senza un apparente motivo si arriva all’ultimo capitolo e ti viene voglia di bruciare il libro definitivamente: la James poi ha il vizio di non creare un qualcosa di psicologico ma cambia le cose ogni cinque pagine. Esitazione, paura, amore…l’autrice parla di queste cose ma le analizza in maniera superficiale, lasciando le cose al punto di vista del lettore. Come per dire: io ti metto una storia, leggila come meglio credi.

Trama: scontata. Noiosa e già scritta. Nel leggere il racconto ho avuto la costante sensazione che “le cose dovessero andare così per forza”, e questo in un romanzo è un contro cubico. Non puoi far accadere le cose come se il tuo disegno di autrice trapeli, assolutamente no. E poi continui echi a Twilight “Dove ho già letto questo? Ah si…Vampiri”.

Tematiche: Qui andiamo molto sul pesante. Il libro parla, o come si presenta, di sesso estremo. Bondage, BDSM, Dominazione, sottomissione. Cose delicate e che bisognerebbe provare nella vita prima di parlare a casaccio. Una ragazza su youtube nella recensione ha detto che non siamo nessuno per giudicare. Oh no, chi giudica chi pratica queste cose, solo permettimi di dissentire. Facendo anche semplici ricerche su internet ci si può aprire un modo su questo. Quello che la James ci rifila sono un paio di sculacciate, corde e qualche altra cosa, ma per il resto del tempo i personaggi, per dirla alla Christian Grey, fottono. Mr. Grey non è un dominatore, Ana non è una sottomessa. E se lei ha la giustifica dell’inesperienza, lui fa solamente ridereLa James non ha avuto la capacità di saper condurre il lettore alla scoperta di questo mondo realmente perverso. Le pratiche sessuali estreme non sono solamente penetrazione e sesso, a volte sono privazioni, ordini, stili di vita che vanno ad abbracciarsi nel proprio mondo. A volte un dominatore porta il piacere la sottomessa senza dover far entrare il serpente nella caverna (capitemi…). Il gioco nel sesso è visivo, olfattivo, sensoriale e mentale. L’autrice si sofferma solo su scene di sesso descrivendo anche male quello che fanno. Niente sensi, niente mente…o comunque se c’è è sempre troppo superficiale per far apprezzare lo scritto.
Per le prime cinquanta pagine del libro si parla di omosessualità. Il tutto nasce da una domanda di Kate che Ana fa a Mr Grey, “Lei è omosessuale?” dovuta al fatto che non è mai stato visto con una donna. Qui c’è un pensiero bigotto e fastidioso della società che deve lavare e mettere in mostra la sessualità individuale. Sei omosessuale? Devi dirlo. Devi farlo presente perché è così. La protagonista si fa certe seghe mentali sulla vergogna di averglielo chiesto e sul fatto se sia vero o meno. Io mi domando è così importante? Ok ti sei innamorata di uno che potrebbe essere gay, che problema c’è? Ti metti l’anima in pace e fine della storia. Ma no, facciamoci allegramente paranoie sull’omosessualità, perché davvero viviamo in una società che comprende appieno i problemi degli altri e non si fa problemi a giudicare.

Stile: Credo il peggio del peggio. Uno stile semplice e povero di parole. Niente sinonimi, troppe ripetizioni e poi un uso strambo delle virgole. Le. Fottute. Virgole. Alcune frasi non suonano bene in italiano e nel leggerli si ha solo una strana confusione in testa tanto che devi rileggerti il periodo prima di andare avanti. Sono indecisa se si debba dare una testata alla James o al traduttore.
C’è da darle atto della capacità di saper rovinare qualsiasi momento, qualsiasi frase che possa salvarsi dalla spazzatura con commenti fuori luogo. Adora alla follia l’uso e abuso della formula “E’ una dichiarazione d’intenti” che usa sempre e male. La descrizione delle scene erotiche è povera, ripetitiva e noiosa. Alcune frasi le ho proprio saltate perché tanto uguali alla precedente. Una volta che affronti la prima volta di Anastasia, hai letto come faranno il resto. Le scene di sesso possono riassumersi in: Grey infoiato, lei passiva, entra/esci, on/off, orgasmo. “Mamma mia mi fai impazzire”. Ripresa stantuffo (Grey non si accontenta), oh oh, orgasmo, ah, orgasmo, orgasmo (applauso per il triplice orgasmo), “Dio del sesso”.
Altro uso smodato è la particella Wow, stupore. Non esistono altri sinonimi. Una frase viene addirittura rovinata con un bel Wow finale. Wow. Wow. E ancora wow.
E poi tante pagine in cui l’autrice riempie il vuoto copiandoci e incollandoci il contratto che serve solo per allungare la brodaglia.
Altra cosa è il senso di pudore fasullo. Ogni volta che nella scena clou si arriva al sesso, l’autrice (per non dire vagina) usa il termine pudico lì. Mi tocca lì, entra lì, mi sfiora lì. Peccato che dopo un paio di righe il falso pudore esca di scena lasciando lo spazio al termine vagina. Apriamo una parentesi: esistono due termini per definire il concetto, quello medico vagina e quello volgare figa. Poi esiste la via di mezzo, illuminata del romanzo erotico che usa metafore e stili per definire quelle cose. Le uniche metafore che l’autrice si degna di usare escono male o vengono rovinate da un “O qualcosa del genere”. Sappiamo cos’è una metafora? Forse no.
I dialoghi forzati e privi di senso, alcuni mi hanno fatto ridere, altri banalissimi. Oltre a questo la James ha la strana pratica di saltare da una scena all’altra. Nemmeno divide il paragrafo, nemmeno mette dei segni per indicarti che c’è un salto temporale. Ti trovi nella scena in cucina e poi, come non si sa, ti trovi in un altro posto con Anastasia. Salti temporali troppo veloci, troppo irrealistici che non vengono segnalati da nulla. Il vuoto cosmico.

E.L James mi ha deluso. Non che avessi aspettative serie su questo libro ma aveva una buona idea. Doveva solo svilupparla meglio e rendere quel romanzo davvero trasgressivo. L’ho trovato comico, irreale e poco convincente. Insomma la protagonista ha tanti orgasmi, gode come una fagiana e si innamora di uno che è solamente un malato mentale.
Consiglio questo libro? Se la curiosità vi spinge a leggerlo meglio cercare edizioni a prezzo zero (e nel magico mondo di Internet esistono) ma non consiglio di spendere soldi per una trilogia che non vale la pena tenere. Solamente carta sprecata. Molti, ho sentito, che hanno scelto il libro anche per le copertine accattivanti che, tutto sommato, sono anche belle. Peccato che in questo caso il detto “Non giudicare il libro dalla copertina” sia giustissimo.
Se volete farvi quattro risate, beh è un buon genere comico.

Voto:  3/10 (la copertina effettivamente ha fatto sollevare di 3 punti il giudizio del libro. Come il titolo accattivante.)

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