venerdì 26 settembre 2014

“Gli Uccelli e altri racconti” di Daphne Du Maurier [Book]





Ciao a tutti, continuano le nostre recensioni letterarie con le quali occuperemo gran parte del blog. Il libro di oggi è “Gli uccelli e altri racconti” di Daphne Du Maurier, scrittrice nota al pubblico soprattutto per il celebre romanzo “Rebecca,la prima moglie” che ho già avuto modo di leggere e che consiglio vivamente.

Prima di tutto, un breve accenno sulla trama del libro:

“Reso immortale da Hitchcock grazie al suo indimenticabile film, Gli uccelli è ormai divenuto un classico della letteratura horror mondiale. Le altre cinque, agghiaccianti storie contenute in questa antologia si fanno beffe della volontà di dominio sulla natura da parte dell'uomo. Un inaccessibile monastero sulle montagne promette l'immortalità, ma a un terribile prezzo; una moglie trascurata dà la caccia al marito sotto forma di un albero di mele; un fotografo professionista lascia il suo posto dietro la macchina ed entra nella vita del suo soggetto: un appuntamento con una maschera del cinema si trasforma in una passeggiata in un cimitero; e un padre geloso trova il modo di sbarazzarsi del terzo incomodo... Sei magistrati racconti in cui Daphne Du Maurier conferma, se ancora ce ne fosse bisogno, il suo straordinario talento di narratrice e di maestra indiscussa della suspenze e dell'orrore.”

Editore: Il Saggiatore – Tascabili
Prezzo: 9.80€


Dei sei racconti presenti nel libro, “Gli Uccelli” è indubbiamente il più particolare. Cosa spinge corvi e gabbiani ad attaccare uomini, donne e bambini? Da creature innocenti e gentili, si trasformano in feroci assassini. Ma perché? Nel suo celebre capolavoro, Hitchcock fa in modo che il telespettatore trascorra i  120 minuti del film a porsi questa semplice domanda senza avere una risposta vera e propria.  
Ciò accade anche nel libro omonimo; nonostante i vari personaggi presenti cerchino di fornire una loro ipotesi, c’è chi pensa ad un cambiamento climatico, chi alla fine del mondo, chi ad un avvelenamento da parte dei russi, non vi è una spiegazione vera e propria.

Completamente diversa è anche la storia in sé. Ricordiamo che Alfred Hitchcock prese dal libro, solo l’idea centrale, ovvero l’attacco degli uccelli contro la popolazione e, come contorno, vi ha messo la storia del classico triangolo madre/figlio/futura nuora. Questa scelta fu fatta perché nei film di Hitchcock la protagonista bionda doveva essere immancabile. E tutto sommato questa versione va più che bene, ma non è ciò che succede nel libro. Anzi, se vogliamo dirla tutta, i personaggi cinematografici sono totalmente assenti nel romanzo e questo perché al loro posto vi è una normalissima famiglia, gli Hocken, composta da marito e moglie e i loro due figli piccoli. Ciò che accomuna il libro al film è il totale stupore di tutti i protagonisti di fronte a questo attacco assassino da parte di questi animali.

Alquanto diverso è il finale.

Nella versione cinematografica vediamo i protagonisti salire a bordo della loro auto e lasciare Bodega Bay sotto lo sguardo minaccioso di uno stormo di uccelli che, pare abbiano stabilito una tregua, ma pronti a riprendere l’attacco da un momento all’altro. Vi è quindi un finale aperto e il telespettatore può “sperare” che, una volta arrivati a San Francisco, i protagonisti possano in qualche modo lasciarsi alle spalle questa brutta esperienza, sperando che la follia omicida degli uccelli non li raggiunga anche lì.



Piuttosto cupo è invece il romanzo. Dopo aver fatto scorte di cibo e acqua e aver barricato la casa il più possibile, la famiglia Hocken vive la momentanea prigionia nella loro stessa casa. Uscire è un rischio e può essere fatto solo durante le momentanee tregue concesse da corvi e gabbiani. Durante tali tregue, Nat Hocken non potrà che rinforzare ulteriormente la casa e procurarsi viveri fino a quando questi attacchi finiranno. Ma quando succederà?

Ho voluto fornire maggiore spazio al racconto più famoso del libro, ma ci tengo a darvi un breve accenno anche sulle restanti storie.

Monte Verità

Vi è una coppia di amici, Victor e il narratore, appassionati di montagna. Ben presto questa passione coinvolgerà anche Anna, la moglie di Victor e sarà proprio durante un’escursione che Monte Verità si “prenderà” la donna. Cosa le sarà successo?

Il melo

Un uomo rimane vedovo, ma la cosa non sembra rattristarlo più di tanto, in quanto la moglie era una continua angoscia per lui. Questa ritrovata libertà dovrebbe essere fonte di gioia, eppure non è così, perché qualcosa la sta disturbando. Si tratta di un melo, apparso tre mesi dopo la dipartita della moglie dell’uomo. Cosa potrà significare?

Il piccolo fotografo

La protagonista di questo racconto è una nobile signora che durante una vacanza si concede una relazione extraconiugale con un fotografo, per abbattere la noia che la circonda. Avrebbe dovuto continuare ad annoiarsi.

Baciami ancora, sconosciuto

Un uomo. Una donna. Un giro sull’autobus. Quelle poche ore per l’uomo sono state rivelatrici. E’ bastato un bacio per farlo innamorare di questa donna misteriosa. Ma chi è davvero? Bellissima, dolce, ma allo stesso tempo cupa. L’uomo non può fare a meno di domandarsi chi sia e se la rivedrà ancora.

Il vecchio

Di tutti e sei i racconti, quest’ultimo si contraddistingue per il finale scioccante. All’interno vi è la figura fastidiosa del “terzo incomodo”. Non aggiungo ulteriori informazioni per non rovinare l’effetto sorpresa.

Non posso che concludere così: se siete amanti del lieto fine, non è un genere di lettura adatto a voi.

Un abbraccio

BlackCherry


giovedì 25 settembre 2014

Feathered Fall Catrice [Catrice Limited Edition]




Ciao a tutti, oggi diamo uno sguardo alla limited edition Feathered Fall di Catrice che, come potete vedere, è una collezione decisamente “piumata”. Non so voi, ma vedendo il look delle modelle a me viene in mente Charlize Theron in “Biancaneve e il cacciatore”. Vediamo subito tutti i prodotti, che saranno disponibili verso Ottobre.


Luxury Eyeshadow



Ombretto ad alta pigmentazione per occhi in primo piano. Disponibile in quattro colorazioni:
-C01 Peacocktail
-C02 Plum Plumes
-C03 Ostrich’s Frock
-C04 Plain Plumage

Liquid Eyeliner



Eyeliner liquido altamente pigmentato dalla texture brillante e cangiante.




Morphing Lip Gloss




Lipgloss ultra lucido dall’effetto cromatico che lascia una piacevole sensazione sulle labbra.



Sheer Lip Colour



Rossetto dalla texture leggera che lascia una piacevole sensazione di morbidezza sulle labbra e un finish leggermente lucido. Disponibile in tre nuance:
-C01 Plain Plumage
-C02 Red-y To Fly
-C03 Plum Plumes

Luxury Lacquer



Le limited edition Catrice solitamente offrono più tonalità di smalto, ma stavolta dovremmo accontentarci solo di tre, non per questo meno interessanti:
-C01 Golden Plum-e
-C02 Peacocktail
-C03 Skie’s Force


Feathery Top Coat



Top coat trasparente contenente micro pagliuzze scintillanti che creano un effetto 3D piumato sulle unghie.



Una collezione decisamente sgargiante, non c’è che dire. Personalmente gli unici prodotti che mi piacciono sono gli smalti 01 e 02, soprattutto quest’ultimo. Aspettiamo dunque l’impatto dal vivo.
Vi abbraccio, al prossimo post.


BlackCherry










lunedì 22 settembre 2014

[Books] Il Condominio - J.G. Ballard


Il Condominio (o Condominium in alcune versioni, High Rise in lingua originale) è un racconto dello scrittore inglese James G. Ballard pubblicato nel 1975. E non fatevi sviare dall’anno, pur pubblicato a metà degli anni ’70 l’opera risulta incredibilmente attuale.

Un elegante condominio in una zona residenziale, costruito secondo le più avanzate tecnologie, è in grado di garantire l'isolamento ai suoi residenti ma si dimostrerà incapace di difenderli. Il grattacielo londinese di vetro e cemento, alto quaranta piani e dotato di mille appartamenti, è il teatro della generale ricaduta nella barbarie di un'intera classe sociale emergente. Viene a mancare l'elettricità ed è la fine della civiltà, la metamorfosi da paradiso a inferno, la nascita di clan rivali, il via libera a massacri e violenza. Il condominio, con i piani inferiori destinati alle classi inferiori, e dove via via che si sale in altezza si sale di gerarchia sociale, si trasforma in una prigione per i condomini che, costretti a lottare per sopravvivere, danno libero sfogo a un'incontenibile e primordiale ferocia. "Era trascorso qualche tempo e, seduto sul balcone a mangiare il cane, il dottor Robert Laing rifletteva sui singolari avvenimenti verificatisi in quell'immenso condominio, nei tre mesi precedenti. Ora che tutto era tornato alla normalità, si rendeva conto con sorpresa che non c'era stato un inizio evidente, un momento al di là del quale le loro vite erano entrate in una dimensione chiaramente più sinistra. Con i suoi quaranta piani e le migliaia di appartamenti, il supermarket e le piscine, la banca e la scuola materna - ora in stato di abbandono, per la verità - il grattacielo poteva offrire occasioni di scontro e violenza in abbondanza.”
(Amazon.it)

Protagonista indiscusso del racconto è lui, un altissimo condominio di 40 piani che accoglie non solo l’intricata vita di ogni singolo individuo che ha scelto di vivere al suo interno, ma costruito in maniera geniale da avere al suo interno qualsiasi comfort possibile, da varie attività (supermercato, asilo e piscina al decimo piano, una piscina al trentacinquesimo e un ristorante ai piani alti) alla tecnologia presente per il fabbisogno di ogni persona (condotti per lo smaltimento dei rifiuti, ascensori e impianti vari che garantiscono acqua e luce). Tutto ciò comporta che la vita si raccolga e si svolga dentro il condominio, solo il lavoro è l’unica attività fatta al di fuori –ad eccezione di quei condomini che lavorano nelle medesime attività interne al grattacielo.
Ma l’edificio nella sua bellezza e autosufficienza nasconde un qualcosa di più sinistro e che farà degenerare i condomini e che li porterà dai piccoli litigi condominiali per la spazzatura o il posto auto, ad una guerra di tutti contro tutti che abbraccerà il motto di Hobbes “Homo homini Lupus”.
La lotta tra le persone si svolge su due piani: non solo verticalmente tra i piani inferiori che cercano di rivendicare il proprio posto all’interno del condominio e di scalare la gerarchia verso i piani più alti, ma anche in senso orizzontale dove il nemico può essere anche il proprio vicino.
Tra i tanti personaggi presenti sono tre i protagonisti che rappresentano un ceto sociale e vengono tratteggiati nelle loro caratteristiche: Anthony Royal, ricco architetto che ha creato il palazzo, vive all’ultimo piano e disprezza chi abita nei piani inferiori; Robert Laing, giovane medico appartenente alla borghesia e che non ha mai curato un paziente preferendo l’insegnamento, occupa il venticinquesimo piano e cerca solo la tranquilla sopravvivenza senza interessarsi di cosa accade nel resto del condominio; Richard Wilder, giornalista che desidera riscattare le sue umili condizioni, occupa i primi piani del condominio e sfida Royal per la supremazia nel palazzo.

L’opera di Ballard è affascinante nello studio della psicologia dei personaggi e dell’individuo relazionata agli avvenimenti. Quello che interessa a Ballard è il contrario dell’evoluzione: se l’uomo grazie alla ragione si è evoluto e ha lasciato la sua vita primitiva ed istintiva per raggiungere una vita fatta di razionalità e tecnologia (rappresentata anche dal palazzo stesso), nel racconto del Condominio il processo segue la fase inversa dove l’uomo abbandona la sua ragione lasciandosi andare agli impulsi primitivi. Ed è significativo vedere come sia un episodio di blackout e quindi di oscurità assoluta a lasciar andare i personaggi agli istinti più bassi.
Quest’opera l’ho davvero apprezzata, la lettura di questo racconto è un pugno diretto nello stomaco e l’autore non si ferma nel non raccontare alcuni episodi di grande violenza. Ballard mette a nudo l’uomo, porta oltre il limite le esperienze umane e i fatti per scavare a fondo nella psiche umana e cercare gli aspetti più nudi e crudi dell’essere umano stesso. Ogni cosa raccontata ha un suo significato e si inserisce perfettamente all’interno del racconto e del puzzle della trama, vi consiglio di fare molta attenzione alle dinamiche dei personaggi e soprattutto a come il libro si conclude, con un finale dal sapore un pò amaro ma non deludente.
Il libro mi è stato consigliato e io lo consiglio a mia volta perché la lettura merita davvero. Inoltre uscirà un film incentrato sulle vicende di questo racconto dal titolo “High Rise” e che ha come protagonisti Tom Hiddleston (Robert Laing), Sienna Miller (Charlotte Melville), Jeremy Irons (Anthony Royal) e Luke Evans (Richard Wilder) diretto da Ben Wheatley.
Insomma un motivo in più per leggerlo no?


Voto 9,5/10

L8D

domenica 21 settembre 2014

Acquisti del weekend [Haul]



Salve a tutti, oggi vorrei mostrarvi alcuni acquisti fatti durante il weekend.

Iniziamo con un prodotto Kiko. Approfittando della promozione “mascara a 3.90€”, ho voluto acquistarne uno colorato, per la precisione il 05 prugna. Trovo che sia un colore molto bello e perfetto per la stagione autunnale.




Altro prodotto interessante che avevo già puntato durante la stesura del post sulle novità Catrice, è il loro nuovo Ombre Top Coat. Non vedo l’ora di provarlo.



L’ultimo acquisto riguarda un prodotto Neve Cosmetics.
Si tratta delle matite pastello per occhi. I colori che ho scelto sono liquirizia (nera) ed ebano (marrone).


Non ho mai provato nulla di questa marca, sebbene sia stata tentata in più di un’occasione di fare un ordine sul loro sito. La verità è che non amo fare acquisti di make up su internet. HO BISOGNO DI VEDERE IL PRODOTTO DAL VIVO PER CONVINCERMI AL 100%. Ecco perché sono stata stracontenta di scoprire che qui a Milano due punti vendita, un supermercato biologico ed una bio profumeria per la precisione, vendono i prodotti Neve Cosmetics.

Questi sono dunque i miei piccoli acquisti. Avete già provato qualcuno di questi prodotti?

Fatemi sapere.Vi abbraccio.

BlackCherry




lunedì 15 settembre 2014

THE PERFECT BASE: Cipria Like a Doll Pupa [Make Up]



 


Ciao a tutti, oggi vorrei parlarvi di un prodotto acquistato durante il mese di maggio: si tratta della nuova cipria di Pupa, Like a Doll.
Avrei voluto postare prima questa review, però ci tenevo a testare l’efficacia di questa cipria soprattutto durante l’estate quando il caldo è più persistente. Come abbiamo visto, quest’anno il caldo estivo non c’è stato affatto, anzi, in alcuni giorni sembrava di essere già in autunno. Giusto per farvi un piccolo esempio: 19 agosto, ore 15:00 e la sottoscritta era costretta ad indossare una felpa. Non aggiungo altro. Quest’anno Madre Natura non è stata proprio clemente.
Però un paio di giorni davvero caldi ci sono stati e risalgono alla scorsa settimana.
Prima però, eccovi alcune info direttamente dal sito Pupa.

“Una combinazione innovativa di polveri sferiche e pigmenti minerali dona un aspetto straordinariamente levigato e uniforme: le imperfezioni risultano minimizzate senza effetto maschera.
La pelle del viso appare immediatamente sublimata, mattificata e naturalmente radiosa.
Una cipria dalla texture setosa e leggera come una piuma che si fonde con l'incarnato per un effetto "pelle nuda".
La protezione solare SPF 15 protegge la pelle dai raggi nocivi del sole e ne previene l’invecchiamento. La cipria ha un triplo utilizzo. Se applicata da sola, opacizza il viso in maniera naturale donando un effetto “pelle nuda”. Applicata sopra il fondotinta invece , prolunga la durata del make up per tutta la giornata. Il terzo utilizzo invece riguarda eventuali ritocchi, soprattutto nella zona T, durante il corso della giornata.”

Disponibile in cinque tonalità:
-001 porcelain
-002 sublime nude
-003 natural beige
-004 warm beige
-005 golden honey




Quantità: 10g
Scadenza: 12m
Prezzo: 16.90€ ( il prezzo può essere inferiore a seconda del punto vendita, il più basso è  13.50€)
Reperibilità: Coin, Ovs, Upim, Profumerie, Acqua e Sapone, Tigotà, Ipersoap
INCI




E’ sicuramente un prodotto molto valido.
Usata da sola, dopo aver steso la quotidiana crema viso, la cipria opacizza perfettamente senza seccare la pelle.
Applicata sopra il fondotinta, non solo fissa e prolunga il make up, ma lascia la pelle perfettamente matt  senza l’antiestetico “effetto mascherone”.

All’interno della confezione, insieme alla cipria, vi è un pratico applicatore grazie al quale è possibile fare eventuali ritocchi durante il corso della giornata. Qualora preferiate utilizzare un pennello viso per l’applicazione, caratteristiche, finish e durata della cipria non cambiano. Personalmente non ho mai avuto bisogno di un’ulteriore ritocco, in quanto la cipria ha una durata molto elevata.

Ultimo parere, ma non meno importante, riguarda il packaging molto femminile ed elegante. L’ampio specchio presente nella confezione offre un’ampia panoramica del viso.

In conclusione, non posso che elogiare questo prodotto Pupa.
Spero che la review vi sia stata utile.
Vi abbraccio

BlackCherry



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