lunedì 31 ottobre 2016

[Ebook/Iniziativa] Halloween Party Blogathon: Il Canto di Gillian - Natascia Luchetti



Eccoci con un nuovo post, in concomitanza con una festività che io -ma posso parlare anche a nome delle mie socie- adoro tantissimo: Halloween. Anche se quest'anno i toni saranno sicuramente un po' più smorzati a causa dei recenti accadimenti che hanno colpito l'Italia e che hanno gettato un'ombra di angoscia su molti colpiti dal sisma.
Questo post partecipa all'iniziativa blogathon promossa dal blog Scheggia tra le Pagine, un angolo di internet che seguiamo silenziosamente e che ha lanciato questa bellissima idea per parlare di libri in tema Halloween. Abbiamo deciso di prendervi parte proponendo il libro di una autrice emergente così da poter far conoscere nuove idee e nuove trama nel panorama del genere: scritto da Natascia Luchetti vi parlerò de Il Canto di Gillian.

Come da regolamento dell'iniziativa, cliccando QUI accederete al link del Blogathon di Halloween e potrete vedere anche la lista degli altri blog (con relativi libri) che partecipano. Personalmente non vedo l'ora di leggere gli articoli degli altri.



Prima di buttarci a capofitto nella recensione con considerazioni varie ed eventuali, iniziamo con la sinossi del libro che potete trovare dal sito di Amazon (da cui potete acquistare il libro):

Jennyfer Riverwood muore nell’incendio di una vecchia casa oramai disabitata nel tentativo di salvare il fidanzatino Markus. La disgrazia è stata provocata dai compagni di classe dei due, figli di famiglie molto influenti che permettono loro di non pagare pena per il loro gesto abietto. 
A distanza di ventidue anni, però, una dei responsabili della morte di Jennyfer viene uccisa da un assassino che dà connotazioni rituali all’omicidio. La paura si diffonde all’interno del vecchio gruppo. 
Forse non è stato dato abbastanza peso ad un importante dettaglio: la casa distrutta non era come tutte le altre.


Questo libro viene classificato come thriller, fantasy e horror ma immergendosi nelle sue pagine si scopre che c'è molto altro tra le righe. Per esempio c'è tutta una trama di legami affettivi, di come il sentimento -non necessariamente amoroso- possa trasformarsi o muovere le azioni dei personaggi. C'è sullo sfondo una storia molto antica che trae le sue origini da un altro racconto che è quello delle streghe di Salem. Ci sono tantissimi riferimenti e dettagli che rendono questo romanzo davvero completo: il lettore deve solo accettare di immergersi tra le pagine e godersi un racconto che, personalmente, mi ha coinvolto tantissimo e lasciato sul finale con qualche dispiacere di essere giunta alla fine delle pagine.
L'ambientazione inizia con una particolarità: nucleo della storia è la cittadina di Saint Catharines dove una donna torna con la figlia per tornare dai genitori e fuggire dalle violenze del marito. Già nelle scene iniziali si avverte un tema che non è estraneo alla nostra società; tema che viene tratteggiato in un modo che lascia riflettere il lettore. Parallelo e più approfondito è invece il tema del bullismo che diventa motore della trama con l'episodio che porterà poi al culmine delle vicende iniziali che si snodano per tutto il resto del libro. Legato e quasi intrinseco è il concetto della vendetta, della bramosia e della sete di voler punire chiunque si sia macchiato di ingiustizie e fargli patire la stessa pena in una sorta di contrappasso. Tante ferite quanti i crimini commessi, è un concetto che riporta la filastrocca nell'incipit del libro.
La scelta di ambientare in Canada la storia non l'ho trovata casuale: in un primo momento mi è sembrato il semplice desiderio di sfuggire al classico cliché delle ambientazione di moltissimi racconti, che oramai hanno messo le loro radici nell'American Dream che tanti cantano e osannano. Ma poi si rivela qualcosa di più, Saint Catharines inizialmente diventa il porto sicuro, l'ancora di salvezza per Louise e Jennyfer per sfuggire dalle violenze e successivamente si trasforma in un posto pericoloso dove tutto viene spazzato via. E' un posto reale ma allo stesso tempo simbolico anche per Markus, il giovane legato a Jennyfer, che in un primo momento tenta di scappare dalla città per liberarsi del peso del passato da cui non può sfuggire poiché deve tornarci così da affrontare una storia ancora aperta. E' un posto significativo anche per tutti gli altri personaggi che si affacciano nelle vicende con i loro problemi, le loro esistenze e drammi esistenziali.

I personaggi che compongono la storia sono molti ma l'autrice, Natascia, sa gestire tutte le loro storie con una certa abilità, azionando perfetti meccanismi di passaggio tra i vari riflettori che puntano su di essi. Per quanto siano due i protagonisti, Markus e Jennyfer, in realtà nella storia si affaccia una terza presenza, quella di Gillian Friedman, che viene presentata sempre attraverso la bocca degli altri e mai da quella del narratore esterno. Un espediente che ho particolarmente apprezzato perché sull'esistenza di Gillian il narratore non da mai pieno giudizio delle sue azioni. Non entro nel merito per non fare spoiler e rovinare la storia a chi vuole godersela, ma se vi aspettate un giudizio morale ed etico non è un racconto che fa al caso. Sono le azioni dei personaggi che giudicano loro stessi, tutto è lasciato al giudizio del lettore mentre il narratore rimane un semplice presentatore delle vicende che si susseguono all'interno del libro. Nonostante ciò empatizzare e simpatizzare con i protagonisti non è difficile, grazie soprattutto allo stile di scrittura.
Su questo non mi soffermo moltissimo: lo stile è asciutto, ben descritto nelle scene di cui non mancano alcune splatter che non mi sono dispiaciute e affatto disturbanti. Come ho già accennato prima, il passaggio tra i vari punti di vista è ben riuscito e non genera confusione, ci sono tanti personaggi e tantissime trame ma ognuna viene orchestrata al meglio in un racconto complessivo che cattura il lettore e lo accompagna fino alla fine.

Ma veniamo alla domanda fondamentale: scegliere questo racconto per il Blogathon di Scheggia tra le Pagine.
Messe davanti all'idea di partecipare non volevamo portare un racconto classico, perché riteniamo giusto parlare di nuovi libri nel panorama quando questi meritano di essere messi in luce. Non siamo davanti ad un racconto che può fare lo scalpo a Edgar Allan Poe o a Stoker ma è un racconto che si difende più che bene e dimostra anche una certa capacità di mescolare dettagli e generi in un mix più che piacevole. Perché alla fine non è solo un racconto che trae le sue origini dal macro spunto delle Streghe di Salem, ma richiama il particolare della casa, luogo misterioso, diroccato che nasconde mille segreti (un esempio calzante è La Casa Stregata di Lovecraft), riprende figure paurose come il Diavolo e prende in prestito credenze ed esoterismo per legarli a cose più attuali, come il desiderio di vendetta, la violenza fine a sè stessa e la noia dell'esistenza umana che nella cattiveria trova il suo sfiato.
Ho trovato questo libro perfetto per questo tema anche per la sua capacità di mostrare come tutte quelle creature di cui si ha paura, tutti gli elementi del genere alla fine diventano familiari e meno minacciosi messi davanti alla cattiveria dell'essere umano. Un modo perfetto anche per criticare la nostra società e l'esistenza umana che cerca sempre in elementi esterni di inserire le sue paure così da poterle combattere ed affrontare.

Last but not least, i miei ringraziamenti vanno all'autrice dell'opera, Natascia Luchetti, per averci sottoposto il suo scritto e avercelo fatto scoprire, e al blog Scheggia tra le Pagine per la bellissima iniziativa con cui speriamo di confrontarci in un tema amato da grandi e piccini.

Voto: 8/10

L8D

domenica 30 ottobre 2016

3 modi per trascorrere Halloween



Buongiorno a tutti e bentornati sul blog.
Domani, 31 ottobre, sarà Halloween. Siete tutti pronti per la notte più terrificante dell'anno? Avete già fatto programmi?
Per chi invece fosse ancora in alto mare, noi avremmo pensato a tre possibili opzioni su come trascorrere questa notte di terrore.
Ed eccole qui.


OPZIONE N° 1


Ad Halloween il divertimento per i più piccoli è andare a fare dolcetto o scherzetto per cercare di portarsi a casa un bel bottino "dolcioso". Gli adulti invece si divertono in tutt'altra maniera. Il massimo sarebbe passare la notte tra amici in giro per locali, in discoteca o anche ad una festa. E' necessario quindi il giusto look. Non è necessario trasformarsi nei classici vampiri, zombie o strega. L'importante è utilizzare i prodotti e le tonalità giuste per ricreare un look macabro e inquietante.



OPZIONE N°2






Un altro modo per passare Halloween, qualora non siate amanti delle feste, è una bella maratona di serie tv o film a tema.
Ovviamente non possono mancare pop corn, dolcetti e cibo spazzatura.

OPZIONE N° 3

























Un altro modo interessante di trascorrere la notte di Halloween potrebbe essere raccontare storie dell'orrore o leggere libri a tema.
Quelli che vi proponiamo
sono i titoli per eccellenza o comunque ispirati ai personaggi simbolo della festa più macabra dell'anno.



Queste sono dunque le nostre tre opzioni su come passare la notte di Halloween. Volete sapere quale abbiamo scelto noi? L'opzione numero 2. Abbiamo già preparato una bella lista di film e acquistato pop corn, patatine e dolcetti vari. Alla faccia di chi ci vuole male e soprattutto dell'olio di palma XD.

E voi invece come festeggerete Halloween? Vi maschererete, vi godrete un bel film o vi immergerete nella lettura?
Fateci sapere.
Al prossimo post e buon Halloween.


BlackCherry, Lady8Dark, Plucked Angel 

sabato 29 ottobre 2016

Aggiornamento Pagina Facebook [Info]


Buongiorno a tutti e bentrovati.
Oggi siamo qui per un portare alla vostra attenzione un post presente già da tempo sulla nostra pagina facebook.

Il post in questione è il nostro regolamento e spiega a tutti i followers la nostra politica sulle recensioni, in particolare quelle letterarie.


REGOLAMENTO

Dopo attente analisi che nemmeno le Nazioni Unite, abbiamo deciso di modificare meglio il post sulla politica del nostro blog e pagina, così da rendere chiaro e preciso tutto.
Primo: Tutto quello di cui parliamo è stato acquistato con i nostri soldi, nulla di inviato, costoso, pacchiano e tanto altro. Nessuno ha influenzato i nostri giudizi né tanto meno corrotto le nostre menti.
Alcuni dei racconti che abbiamo recensito ci sono stati inviati dagli stessi autori che hanno accettato di venire recensiti senza pretendere un compenso, un giudizio positivo o pagandoci. Sottolineiamo che se siete autori e volete sottoporci il vostro racconto, potete farlo contattandoci ma che ci riserviamo di fare una recensione con il nostro punto di vista dopo aver letto l'opera.
Non pubblichiamo avvisi di pubblicazione o comunicati di case editrici che annunciano le nuove uscite: condividiamo offerte ma siamo prevalentemente recensioni.
>>Se siete autori/editori e volete proporci la vostra opera (romanzo, raccolta di testi) potete contattarci in pagina o al nostro indirizzo email. La richiesta dovrà avere le informazioni dell'opera (titolo, genere e breve sinossi) e il come recuperare l'opera. NON sono accettate bozze o opere incomplete, questo per non incappare in problemi o rischiare di parlare di un libro che in fase di editing possano subire molti cambiamenti. NON è richiesto alcun pagamento come detto prima, per il principio di trasparenza e soggettività del nostro parere.
Secondo: Like tra Pagine.
Abbiamo deciso di sfruttare questo prezioso strumento mettendo il "mi piace" direttamente con la pagina e non con i profili personali. Un po' per evitare spiacevoli messaggi "Ma siete in due e solo tizia mi ha messo mi piace", un po' per dare visibilità a chi ci segue e ricambia il nostro like direttamente in pagina.
Se volete un ricambio basta scriverci e noi, lavoro e studio permettendo, vi rispondiamo.
Terzo: Pubblicità.
Al momento non faremo pubblicità, quindi non condivideremo link di pagine e blog su richiesta. Abbiamo deciso di tenere questo strumento a nostra discrezione, usandolo per dare visibilità a chi ci piace e seguiamo con interesse. Mensilmente (ma dobbiamo ancora decidere la tempistica) faremo un post dove indicheremo pagine e blog con relativi link, questo post resterà in testa a tutti gli altri per tot tempo (che dobbiamo ancora decidere) e sarà un piccolo specchio di pubblicità.
Speriamo che questa presa di posizione non farà storcere il naso a qualcuno e vi ringraziamo per la pazienza avuta in questo periodo per le richieste che ci sono state mandate e a cui stiamo rispondendo dopo aver deciso queste linee.

Questo è dunque il nostro regolamento. Abbiamo voluto condividerlo anche con voi perchè ci sembrava giusto farlo.

Vi mandiamo un grosso bacio.
A presto.

BlackCherry, Lady8Dark, Plucked Angel 

venerdì 28 ottobre 2016

Le illustrazioni di Andrew Tarusov - Vol. 1 [Illustrazioni]

Buonasera a tutti e bentornati sul blog.
Lo scorso giugno ho inaugurato una nuova categoria, ILLUSTRAZIONI, nella quale vi mostro le creazioni di alcuni disegnatori. 
Nel primo post avete visto le meraviglie create da Isaiah Stephens; vi invito a cliccare QUI per rivederle.
Oggi tocca ad un altro grande artista: Andrew Tarusov.

Andrew ha infatti creato una serie di illustrazioni tutte dedicate al mondo Disney. Ma come sarebbero i personaggi Disney se fossero stati creati dal regista Tim Burton? L'illustratore Andrew Tarusov si è fatto un'idea in proposito. E oggi vedremo tutte le sue creazioni in stile Timburtoniano.



LA BELLA E LA BESTIA


Più che "La bella e la bestia" sembra quasi la bella e la palla di pelo. Un'enorme palla di pelo. 

BIANCANEVE



Questa "Biancaneve" timburtoniana è decisamente stupenda. Inoltre gli animali che si porta dietro. ragni, pipistrelli e cerbiatti smorti, sono ancora più belli di lei. 

LA SIRENETTA



"In fondo al mar, in fondo al mar...." E' assai improbabile che Tim Burton utilizzi la celebre canzone qualora dovesse realizzare una sua versione de La sirenetta. Però sono sicura che le fattezze di Ariel, Flounder e Sebastian potrebbero essere proprio così.

LA CARICA DEI 101


I dalmata più famosi del cinema non sono affatto male, anche se sarebbe stato interessante vedere anche una Crudelia De Mon timburtoniana.

PINOCCHIO


Qui Andrew ha proprio fatto centro. Ha praticamente trasformato il celebre burattino di legno in una versione più colorata di jack skeletron, il protagonista di Nightmare Before Christmas. Stupendo.

BAMBI



Nella locandina Disney a posarsi sulla coda di Bambi era una farfalla colorata. Potrebbe mai Tim Burton fare una cosa del genere? Certo che no. Meglio un pipistrello.

ALADDIN


"Il mondo è mio...." anche qui dimentichiamoci della canzoncina Disney.  Una cosa interessante di quest'illustrazione è Aladdin. A ben guardare pare che Andrew gli abbia fatto un paio di baffetti quasi alla Johnny Depp, attore feticcio di Tim Burton.

IL RE LEONE



Una splendida versione de "Il re leone" in pieno stile timburtoniano. Il futuro re, illuminato dalla luce della luna, viene mostrato a tutto il popolo.


DUMBO



Povero Dumbo, è rimasto solo. Niente Timoteo, niente mamma, niente corvi, addirittura niente piuma. Forse è per questo che ha quello sguardo spiritato.


LA BELLA ADDORMENTATA NEL BOSCO




Questo è sicuramente il pezzo forte della serie. Andrew ha infatti trasformato la fiaba de "La bella addormentata nel bosco" in una versione di Frankenstein. Geniale.


Queste sono dunque tutte le immagini del primo volume di illustrazioni create da Andrew Tarusov. Che ne pensate? Io le adoro.
Quale coppia o personaggio vi è piaciuto particolarmente? Fatemi sapere.
Un abbraccio.
Al prossimo post.

BlackCherry

mercoledì 26 ottobre 2016

SERIAmente parlando...#01


Goodevening Pipol!
Ben ritrovati/e sul nostro blog di recensioni e stasera inauguriamo un nuova rubrica che tratterà esclusivamente di...serie tv. Oramai le serie tv stanno diventando un prodotto persistente nella nostra vita, molti prodotti cinematografici dopo il debutto sul grande schermo, si trasformano in prodotti a puntate e nel panorama delle serie il colosso Netflix sta cercando di primeggiare anche sul nostro mercato italiano, dopo aver spopolato in America.

Nonostante questo, le serie televisive stanno prendendo sempre più piede nell'offerta televisiva, dimostrando anche una certa particolarità per le storie e i prodotti, particolarità che primeggia anche una leggera crisi del cinema: basti pensare che in questi ultimi mesi il cinema ha promosso remake e reboot di celebri opere cinematografiche che hanno fatto la storia, dimostrando in un certo senso quanto ci sia una certa mancanza di idee per le sceneggiature. Le serie televisive si sono evolute: se all'inizio si è assistito a progetti con moltissime puntate (dalle 12 alle 24) e con una durata media di 20/30 minuti, negli ultimi anni le serie si sono accorciate, diminuendo il numero delle puntate ma aumentando la loro durata (dai 40 minuti in su). Sembrano più film dilazionati in 4/8 puntate che si esauriscono nell'arco narrativo offrendo anche un certo apprezzamento nello spettatore.

Questa sarà una nuovissima rubrica che verrà pubblicata su questo blog, da brava #telefilmaddicted non posso sottrarmi dall'arduo compito di dare un parere sui programmi seguiti. Ovviamente regola fondamentale della rubrica è che quanto scrivo è un mio personalissimo parere, soggettivo e dato con l'occhio della spettatrice. Spero che questa serie possa piacervi ed interessarvi.

Ciancio alle Bande, come dico sempre, catapultiamoci subito a parlare di una serie televisiva che ho amato - e amo tutt'ora- ma che provoca sentimenti piuttosto contrastanti. Parlo di Black Mirror, una serie televisiva inglese acquistata di recentemente dal colosso Netflix.

Particolare della sigla. Non è stupenda?
La serie non ha una trama specifica, ogni episodio (12 in tutto -3 per la prima stagione, 3 per la seconda e 6 per la terza uscita qualche giorno fa- più uno speciale di Natale) ha una durata che varia dai 40 minuti ai 60, eccezione per alcuni episodi che possono raggiungere anche l'ora e mezza (mi riferisco all'episodio 6 della terza stagione e allo speciale di Natale). Ogni puntata è una storia che ha un suo inizio e una sua fine, filo conduttore di ogni stagione è appunto lo specchio nero, rappresentato dallo schermo spento di telefoni, computer e televisioni.
Avete capito bene, la serie è incentrata sulla tecnologia, sull'uso che l'uomo ne fa e soprattutto su come la società considera tale tecnologia e tale uso. Le ambientazioni sembrano a tratti futuristiche, con tecnologie che ancora non ci appartengono ma questo particolare non impedisce allo spettatore di provare emozioni perchè anche se viene rappresentato un mondo con meccanismi che non ci appartengono, l'angoscia che quel futuro potrebbe essere piuttosto vicino è tangibile.


Non ho parlato di angoscia a caso: Black Mirror è una serie dove la felicità e il lieto fine non sono contemplati, è invece incentrata sulla critica e soprattutto rappresenta una delle serie più nude e crude nel panorama seriale di questi anni. La psicologia dei personaggi viene analizzata in maniera chirurgica e vengono messi di fronte a prove assai difficili da superare. Lo spettatore è quindi portato ad affezionarsi, ad empatizzare con loro fino alla scoperta, al cliffhanger del finale che lascia di stucco per poi provocare uno stato di ansia. O angoscia, o paura in base all'emotività di chi guarda la serie.
E il bello è che Black Mirror provoca emozioni diverse puntando alla soggettività dello spettatore che pur riconoscendo la bellezza e la magistralità della serie, non può non ritrovarsi colpito da un episodio piuttosto che da un altro per il tema che determinati episodi presentano e sviluppano.

Perchè vi consiglio questa serie? Molto semplicemente perché è bella.
E' un gioiello creato dalla mente di Charlie Brooker che merita di essere vista e goduta. Vi troverete sconvolti, proverete ansia e angoscia, paura e rabbia, tristezza ma riuscirete comunque a sorridere per alcune trovate geniali e battute sagaci che vengono dispensate di tanto in tanto. E' una serie sconvolgente che vi farà riflettere e vi farà dire "wtf, potrebbe essere un episodio tratto dalla nostra epoca".



Motivo bonus per guardare la serie? Attori inglesi -in ogni puntata sono diversi- e nello speciale di Natale c'è Jon Hamm.Si, quello che gli sta davanti è una sottospecie di uovo.


Fatemi sapere nei commenti e noi ci rivediamo alla prossima recensione!




L8D

lunedì 24 ottobre 2016

THE PERFECT BASE: Corrector Palette Makeup Revolution [Make Up]



Buonasera a tutti voi e bentrovati.
Eccomi qui, dopo tanto tempo, con una bella recensione truccosa. Come avrete capito dal titolo e dalla foto parleremo di correttori per la precisione della palette Ultra Base di Makeup Revolution.

Ammetto di essere fortunata. Non ho grandi imperfezioni cutanee, pori o problemi di occhiaie, ma alla mia veneranda età....nanannarunanni...inizio a soffrire di discromie e necessito di una correzione cromatica per avere un incarnato uniforme visto che il solo fondotinta non è sufficiente.

In commercio vi sono diversi fondotinta completamente coprenti che vengono usati anche per mascherare tatuaggi o "voglie" più o meno evidenti , ma per un trucco quotidiano non possono certo essere usati , visto che molte di noi desiderano un effetto più naturale.

Tutte noi credo, chi più chi meno, abbiamo problemi di non uniformità di colore e spesso non abbiamo lo stesso problema, per cui un solo correttore non è mai abbastanza. Troppe persone credono che prendere un color carne più coprente sia sufficiente.
Sbagliatissimo. Spesso si ottiene solo un risultato pesante ed assolutamente poco naturale, non adatto per la scuola o l'ufficio.
La prima volta che ho visto una palette di correttori colorati sono rimasta perplessa ma ho dovuto cedere ed ammettere che sono i migliori,basta solo perdere un po' di tempo per impratichirsi.

La Makeup Revolution a mio avviso ha prodotto una palette assolutamente perfetta.
Otto cialdine di correttore cremoso, sfumabilissimo sia con le dita che con il pennellino che ahimè non è incluso.
I primi due in alto a sinistra sono correttori pensati per l'incarnato spento e per chi, come la sottoscritta, si alza la mattina con un colorito grigino e non pensa minimamente di fare lampade abbronzanti, in particolare durante la stagione invernale. Queste due nuance dunque danno una sferzata di vitalità, almeno all'apparenza. Ovvio non bisogna eccedere ed è importantissimo sfumarli molto bene.

Il verde per me è indispensabile, soprattutto sulle guance, per evitare l'effetto Heidi che ho sempre detestato ma che ho dovuto sopportare finchè appunto non ho scoperto questa tonalità di correttore. Ora lo uso anche per le lievi discromie, tendenti al rosso intorno al naso, che la dannatissima età mi ha regalato.
In questo caso preferisco applicarlo con le dita e picchiettarlo, in modo da coprire al meglio tutte le zone arrossate. Successivamente passo all'applicazione del fondotinta, non prima di aver aspettato che questo si sia completamente asciugato.

Il quarto in alto a destra ed il terzo in basso sono i giallo aranciati, ottimi contro le occhiaie. Ammetto di essere tra le poche persone fortunate che non le ha praticamente mai,ma sono umana e può succedere. Questi due nuance, soprattutto se mixate tra loro e applicate sulle zone violacee, mascherano le discromie lasciando un effetto assolutamente naturale.

Tutti i correttori di cui vi ho appena parlato vanno usati sempre prima del fondotinta, picchiettati e soprattutto fatti asciugare completamente per qualche minuto per evitare di essere trascinati via da pennello o spugnetta.

Il primo ed il quarto della fila inferiore li trovo discreti per le correzioni classiche. Discreti perchè onestamente, al contrario di quelli colorati, non li trovo di qualità così eccelsa. Si tratta ovviamente di un mio parere personale ed opinabile.

La seconda cialdina della fila inferiore  per me rimane un mistero. Ammetto che un correttore color ghiaccio non lo avevo mai visto. Io lo uso come uniformante per la palpebra prima dell'applicazione dell'ombretto e non mi dispiace. Spero di usarlo per il giusto scopo...altrimenti pace. Ho scoperto un nuovo uso.

Makeup Revolution è una marca low cost e si può acquistare tranquillamente su Amazon o direttamente sul sito italiano o ufficiale.

Voi avete già avuto modo di provare questa palette o altri prodotti della Makeup Revolution? Fatemi sapere se vi piace.

Un bacio da me e da Nessie




Plucked Angel

venerdì 21 ottobre 2016

Flamefrost - Due cuori in gioco di Virginia Rainbow [Book]



Buonasera a tutti e bentornati sul blog.
Eccomi di nuovo qui pronta a deliziarvi con una nuova recensione letteraria. 
Il romanzo di oggi fa parte della trilogia Flamefrost di Virginia Rainbow e si intitola "Due cuori in gioco".

La trilogia è composta dai seguenti titoli:

  • Due cuori in gioco
  • Insieme controcorrente
  • L'ultimo respiro

Inizialmente la mia idea era di raggruppare tutti e tre i romanzi in un'unica recensione poi però ci ho ripensato. Non sarebbe stata una grande idea perchè avrei, inevitabilmente, spoilerato troppo e questa è una cosa che detesto fare.

Ma procediamo con ordine. Iniziamo, come sempre, dalla trama.

TramaGli abitanti del pianeta Luxor sono scampati alla distruzione del loro mondo e vagano nello spazio alla ricerca di una nuova terra. I principi alieni Nardos e Gered vengono incaricati di compiere una missione misteriosa sul pianeta Terra. È in questo contesto che si inserisce il rapporto particolare tra Gered e una ragazza terrestre, Sarah. Gered cerca di avvicinarla in tutti i modi, usando i poteri straordinari di cui dispone, ma lei rifiuta qualsiasi tipo di relazione, nonostante si senta molto attratta da lui. Un mistero aleggia su tutta la storia e verso la fine cominciano a scoprirsi alcuni tasselli. In un intreccio via via più articolato, si delinea la delicata psicologia dei personaggi, che si cercano e si respingono, si incontrano e si allontanano. Fa da sfondo alla storia la società aliena con le sue regole e i suoi riti peculiari. Un mix di contrasti, dolcezza, passione e mistero, che tiene incollato il lettore alla pagina riga dopo riga in un ritmo intenso e coinvolgente.


Virginia Rainbow è un nuovo nome del panorama letterario. In realtà "Due cuori in gioco", appartenente alla serie Flamefrost, è il suo secondo romanzo. Virginia ha esordito con "The black mask" che io non ho ancora letto, ma che farò sicuramente.

A differenza di alcuni suoi colleghi esordienti, Virginia non ci ha proposto il suo romanzo, ma sono stata io a scoprirlo.
Girovagando tra i vari gruppi letterari di facebook mi sono imbattuta nella trama di "Due cuori in gioco" e l'ho trovata interessante così ho contattato l'autrice, persona squisitissima e simpaticissima, per avere qualche informazione in più e ho deciso di acquistare il romanzo.

La trama è fin troppo chiara e presenta elementi che abbiamo già avuto modo di riscontrare in altri romanzi. La storia del ragazzo "diverso" e della ragazza umana che si innamorano la conosciamo tutti. Cos'ha dunque il romanzo di Virginia da catturare l'attenzione del pubblico?


Iniziamo dal protagonista maschile. Non è né un vampiro, né un angelo, né uno zombie e già per questo mi è simpatico. Virginia ha voluto darci "l'opzione alieno" che, secondo me, dopo tutti questi personaggi morti è un'alternativa nuova e diversa. Gered non è il classico alieno verde con il testone e due occhi neri enormi. E' un gran bel ragazzo dal fisico scolpito, occhi profondi, capelli nero mogano e, ciliegina sulla torta, è anche un principe. Il Principe Nero.

Insieme al fratello Nardos, denominato il Principe Bianco, dovrà recarsi sulla Terra per intraprendere un'importante missione assegnatagli dal padre Thor.
Quale sia lo scopo di questa missione non ci è dato saperlo. L'autrice riesce a mantenere il mistero per tutta la durata del romanzo in modo che il lettore rimanga con il fiato sospeso e la curiosità.
Sappiamo solo che la missione di Gered riguarderà Sarah, la protagonista femminile. 
L'incontro tra i due non è certo dei migliori. Sin dall'inizio è evidente una certa attrazione, ma anche un profonda antipatia soprattutto da parte di Sarah.
Eppure Gered deve conquistarla in tutti i modi proprio perchè Sarah rappresenta la salvezza per lui e tutti i luxoriani. Il Principe potrebbe tranquillamente ricorrere ai suoi poteri per riuscire nell'impresa ma decide di non sfruttarli, almeno non tutti, poichè rimane sempre più affascinato dalla ragazza.

L'atteggiamento di Gered, i suoi modi arroganti, la sua aria di superiorità è il fatto di essere costantemente circondato da belle donne mi hanno ricordato per certi versi un celebre personaggio della letteratura, il visconte di Valmont, il protagonista maschile del romanzo "Le relazioni pericolose" di Choderlos de Laclos. Abbiamo dunque un protagonista che potrebbe suscitare antipatia, almeno all'inizio, ma capitolo dopo capitolo l'autrice ci mostra anche il lato "umano" e dolce del giovane.
Non pensate che Sarah  si salvi, se vogliamo dirla tutta, caratterialmente lei e Gered si sono proprio trovati. Anche lei inizialmente potrebbe non riscontrare le simpatie del pubblico. Il suo alto quoziente intellettivo e la sua abilità a primeggiare in ogni cosa la rendono piuttosto altezzosa e piena di sé. Si è quasi portati a pensare che con la moltitudine di ragazze presenti al mondo, perchè è proprio Sarah la predestinata a ricevere le attenzioni di Gered? Come il Principe Nero anche la giovane ha la sua storia e, pagina dopo pagina, si può scoprire infatti una protagonista che nel corso degli anni si è costruita una corazza per non rimanere ulteriormente segnata dalle sofferenze della vita.

Come detto prima non è solo Gered a dover portare a termine questa missione ma anche suo fratello maggiore Nardos. Il Principe Bianco appare in pochi capitoli. Una presenza marginale ma significativa così come Christin, sorella gemella di Nardos.

In questo primo romanzo della trilogia l'autrice ha voluto più che altro introdurre i vari personaggi, protagonisti e co-protagonisti, con i loro pensieri e i loro caratteri. Vengono riportati inoltre gli usi e i costumi di Luxor, il pianeta d'origine di Gered. Non meno importante è la missione del giovane alieno. E' lei la parte centrale del romanzo. E' una presenza costante. Virginia la cita continuamente eppure, nonostante i diversi indizi, non si sbilancia mai anzi ci lascia continuamente con il fiato sospeso anche quando potremmo pensare di aver finalmente capito qualcosa. 

"Due cuori in gioco" è dunque l'inizio di una trilogia avvincente ed emozionante. Lo stile di Virginia è fluido, semplice e mai ripetitivo o pesante. Riesce a tenere incollato il lettore dalla prima all'ultima pagina sia per la bellezza della storia, ma anche per l'alone di mistero che continua a trascinare. 
Il romanzo lascia con diversi interrogativi ma più che giustificati, ricordo infatti che si tratta del primo volume di una trilogia.

L'unica pecca che mi sento di dover fare a questo romanzo è la copertina. Personalmente avrei optato per qualcosa di diverso perchè una copertina come questa potrebbe essere mal interpretata. La maggior parte delle persone potrebbe pensare che il romanzo sia indirizzato esclusivamente ad un pubblico adolescenziale e non è così. "Due cuori in gioco" ha tutte le caratteristiche per affascinare anche persone adulte.

Questo è dunque il mio modesto parere sul romanzo. Per quanto mi riguarda Virginia Rainbow è stata una meravigliosa scoperta. Le auguro un grandissimo in bocca al lupo per la sua carriera perchè se lo merita davvero.

"Due cuori in gioco" può essere acquistato direttamente in libreria su ordinazione oppure online. Vi lascio il link di alcuni dei siti su cui è possibile acquistarlo in formato ebook e cartaceo.


Io spero, attraverso la mia recensione, di avervi incuriositi. Ovviamente molto presto arriverà la recensione del sequel "Insieme controcorrente".

Vi auguro una buona serata. 
Un abbraccio.

BlackCherry












mercoledì 19 ottobre 2016

Il giocoliere di parole di Alberto Diamanti [Book]




Buonasera a tutti e bentornati sul blog.
Eccomi di nuovo qui pronta con una nuova recensione letteraria. Oggi vi parlerò de "Il giocoliere di parole" scritto dall'esordiente Alberto Diamanti.

Il libro ci è stato proposto dallo stesso autore che desiderava un'opinione sincera sul suo lavoro. 
Come sempre, prima di inoltrarci nella recensione vera e propria, eccovi qui di seguito la sinossi di "Il giocoliere di parole":

Trama: "Una raccolta di racconti in rima, tra la poesia e la fiaba, scritti nel linguaggio dei e per i bambini. Età di lettura: da 6 anni."



Si tratta dunque di un libro per bambini. Lavorando io stessa con i bambini, tutti i giorni a tempo pieno, ho voluto leggere questo libro in due modi.


Innanzitutto l'ho letto da sola per capire che tipo di racconti avesse scritto l'autore. 
Il giocoliere di parole è stato scritto dall'autore subito dopo che questi è diventato padre. 
E' stata proprio la paternità ad ispirare Alberto. Buona parte dei racconti infatti mostra momenti di vita quotidiana, vissuti dall'autore stesso e dalla sua famiglia. Possiamo quindi interpretare Il giocoliere di parole come una sorta di autobiografia.

Il primo indizio ci viene dato immediatamente dall'introduzione già di per sé molto efficace. L'autore ci mostra il rito della sera, la nanna, ovvero quando ogni genitore deve combattere con il proprio figlio sperando che questi lo ascolti e si decida, una volta per tutte a farsi una bella dormita sino alla mattina successiva. Le fiabe vengono raccontate ai bambini soprattutto prima che questi si addormentino, per far si che i loro sonni siano più sereni e tranquilli. Catturare l'attenzione dei bambini però non è facile. Con loro ci vuole tanta fantasia, ma anche tanta inventiva.
Vediamo dunque il padre, l'autore stesso, alla ricerca della favola perfetta da raccontare al suo bambino. Non riuscendo però nell'impresa, arriva in suo aiuto una magica fata, ispirata dalla moglie dell'autore, che gli dona il potere di giostrarsi con le parole per raccontare al figlio una serie di racconti. 
Nasce così Il giocoliere di parole.

Ogni racconto è scritto in rima, proprio come brevi poesie. Nonostante ciò, Alberto Diamanti non usa parole incomprensibili, ma un linguaggio semplice e a prova di bambino, proprio come dev'essere.
Nei vari racconti non troviamo i classici personaggi delle fiabe come draghi e principesse ma gente normalissima ed oggetti che vengono utilizzati nella vita di tutti i giorni. 
Lo scopo del libro è insegnare ai bambini i giusti valori in maniera divertente e fantasiosa. Ogni racconto ha quindi il suo insegnamento, ovvero la propria morale.
I bambini imparano dunque ad amare la natura e a non sprecare ciò che la vita ci ha donato, imparano a rispettare gli animali ed il loro habitat, a capire che a questo mondo siamo tutti uguali senza distinzioni, a non essere egoisti, ad apprezzare la gioia che si ha nell'aiutare il prossimo, ad apprendere che gli oggetti materiali non possono compensare sentimenti importanti come l'amore.

Trovo che sia un ottimo libro per bambini. Nella trama viene consigliato ai bambini dai sei anni in su, ma io ho voluto leggerlo anche a bambini di età inferiore, ovvero dai 4 ai 10 anni. I bambini sono i critici più severi. Se a loro una cosa non piace o annoia lo fanno capire chiaramente fin da subito. La cosa piacevole nel leggere questo libro è stata non solo la loro totale attenzione, ma anche la partecipazione. E' stato interessante vedere come al termine di ogni storia esprimessero la loro opinione. 
C'è chi sorrideva per la bellezza del racconto, chi raccontava la sua esperienza e chi, semplicemente, chiedeva:" Ce ne racconti un'altra?"

Penso che Il giocoliere di parole sia un libro che ogni genitore dovrebbe leggere al proprio figlio, non solo per trasmettergli giusti principi ma anche per riscoprire insieme a lui quei valori che col tempo si sono affievoliti.

Il libro è disponibile sul sito ibs o, se preferite, direttamente sul sito della casa editrice ARACNE.

Io spero, attraverso la mia recensione, di avervi incuriositi. Visto che le feste si stanno avvicinando, questo libro potrebbe essere un bel regalo per i più piccoli. Prima di tutto perchè un buon libro è sempre un ottimo regalo e poi perchè considero questa serie di racconti una valida alternativa alle solite fiabe.

Ringrazio Alberto per avermi fatto leggere i suoi racconti e gli auguro in bocca al lupo per la sua carriera.

Vi abbraccio tutti.

BlackCherry






lunedì 17 ottobre 2016

Gala Cox - Il mistero dei viaggi nel tempo di Raffaella Fenoglio [Book]



Buonasera a tutti e bentornati sul blog. Eccomi qui, dopo tanto tempo, con una recensione letteraria. Il romanzo di cui vorrei parlarvi oggi si intitola "Gala Cox- Il mistero dei viaggi del tempo" di Raffaella Fenoglio. Prima di procedere con la recensione vera e propria iniziamo, come sempre, dalla trama del romanzo.

Trama: "Gala Cox Gloucestershire ha quindici anni e frequenta il liceo artistico. Ha un carattere indeciso, un'intelligenza fuori dal comune e la passione per le materie tecniche. E non sta affrontando un bel momento. Ha appena perso la sua migliore amica, Nadia, in un terribile incidente dai risvolti misteriosi e suo padre se n'è andato di casa. Ora vive solo con la mamma, Orietta, medium scostante e autoritaria, e alcuni spiriti vaganti tra i quali l'indiano Matunaaga e la monaca benedettina Ildegarda di Bingen. Gala crede di sapere tutto sull'aldilà, fino a quando non inizia a frugare nello studio del papà alla ricerca di una traccia che le permetta di ritrovarlo. Qui, una scoperta casuale le aprirà le porte di un mondo prima sconosciuto e lei dovrà ricredersi e affrontare una lotta che la renderà una ragazza più forte, molto più di quanto abbia mai potuto immaginare."


Il romanzo mi è stato proposto dall'autrice stessa che desiderava avere un'opinione sincera riguardo il suo lavoro. Innanzitutto vorrei scusarmi con Raffaella per l'enorme ritardo con cui pubblico questa recensione.
In verità ho avuto modo di leggere il suo romanzo e terminarlo lo scorso aprile ma a causa di motivi personali, che si sono prolungati sino a dopo l'estate, non ho potuto pubblicare prima la recensione. 
Ma adesso eccomi qui, pronta a dire la mia in proposito.

Onestamente non vorrei analizzare troppo la trama di Gala Cox perchè rischierei di incappare in eventuali spoiler che potrebbero rovinarvi la lettura e il piacere di gustarvi a pieno questo romanzo. La sinossi che avete letto pocanzi presenta tutto ciò che dovete sapere su questo romanzo; io vorrei più che altro analizzarne la struttura.

Gala Cox è un young adult che affronta diversi temi tra cui il fantasy, il paranormale e, come dice appunto il titolo, i viaggi nel tempo. La storia quindi si alterna tra passato e presente proprio per via dei viaggi che la nostra protagonista sarà costretta ad intraprendere. La sua "missione", se così vogliamo definirla, è scoprire appunto cosa sia successo al padre, scomparso misteriosamente. Ma non è finita qui perchè questi numerosi viaggi sono legati
in qualche modo anche alla prematura dipartita della sua migliore amica Nadia.

Il romanzo è ben strutturato. L'autrice è riuscita a creare una storia ricca di colpi di scena e personaggi interessanti a cominciare dalla protagonista Gala Cox Gloucestershire, il cui nome riempie indubbiamente la bocca.
La storia ci presenta una doppia Gala. Da un lato la tipica ragazza con un quoziente superiore alla media che fatica a relazionarsi con gli altri e vive la propria adolescenza tra mille dubbi ed insicurezze. Dall'altro lato però abbiamo una giovane fuori dal comune che vive la sua esistenza circondata dai vari spiriti che abitano la sua casa. Tra questi vi è Matunaaga, un indiano che Gala definisce la sua super-tata. Sempre pronto a sostenerla e a proteggerla, non è l'unico personaggio importante nella vita della giovane. Tra questi infatti c'è anche Dennis, lo stravagante compagno di classe di Gala con la quale da vita ad alcuni divertenti siparietti comici.

Io ho amato ed apprezzato tantissimo questo romanzo. Non mi ha annoiata neanche per un secondo anzi se vogliamo dirla tutta ,nonostante la considerevole quantità di pagine (485), la storia cattura immediatamente l'attenzione del lettore dall'inizio alla fine. 

Il finale aperto del romanzo mi ha dato l'impressione che Gala Cox potesse essere l'inizio di una trilogia o una saga. Personalmente spero che l'autrice pubblichi un seguito perchè ci sono dei punti del romanzo lasciati in sospeso e 
che quindi richiedono una spiegazione che può trovare luogo in un possibile sequel.

Può sembrare una storia indirizzata unicamente ad un pubblico giovane, ma non è affatto così. Gala Cox può essere letto da persone di tutte le età. La cosa spiacevole dei young adult è che vengono catalogati, erroneamente, nel
reparto di libri per ragazzi. Secondo me questo è sbagliato, perchè molti di questi libri affascinano anche persone che si sono lasciati l'adolescenza alle spalle già da un bel po'.

Gala Cox è disponibile sia in formato ebook che cartaceo. Può essere acquistato nelle librerie e su AMAZON.

Spero attraverso la mia recensione di avervi incuriosito. Ringrazio Raffaella Fenoglio per avermi permesso di leggere il suo meraviglioso romanzo e le mando un grande in bocca al lupo per la sua carriera.

Mando a voi tutti un grosso abbraccio.
Al prossimo post.

BlackCherry




venerdì 14 ottobre 2016

Review Scrub Mask Albicocca - Bottega Verde [Skin Care]


Buonasera a tutti e bentornati sul blog. Eccomi qui con una nuova review. Oggi vi parlerò di uno dei miei scrub per il viso preferiti: lo Scrub Mask all'Albicocca di Bottega Verde.

Prima di procedere con la review, come sempre, qualche piccola info tecnica sul prodotto.

"Un trattamento di bellezza 2 in 1: la polvere granulare, ottenuta dai noccioli di Albicocca, agisce con una leggera esfoliazione che elimina con delicatezza cellule morte e impurità. L'olio di Albicocca, ricco di Vitamine, svolge attività emolliente, nutriente e antiossidante. Una doppia azione per un doppio risultato: la pelle è morbida e vellutata e il viso risplende di radiosa bellezza."

Quantità: 50ml
Scadenza: 12m
Prezzo: 19.99€
INCI: 


Mi rendo perfettamente conto che ha un INCI orribile. Lo so, lo vedo. Nonostante ciò non posso fare a meno di questo scrub. Innanzitutto mi piace la gradevolissima profumazione di albicocca. 

Altra caratteristica importante è che non irrita la pelle. Una volta applicato non provoca prurito, anzi rilascia sulla pelle una piacevole sensazione. Personalmente non lo lascio in posa come dicono le istruzioni. Preferisco applicarlo sulla pelle e, con la spazzola detergente, distribuirlo sull'intero viso per qualche minuto. Dopodiché risciacquo con acqua tiepida e passo all'applicazione della maschera.

Dopo l'utilizzo dello scrub la pelle rimane leggermente rossa, ma è una reazione normalissima. La cosa importante, secondo me, è che non presenti arrossamenti evidenti, irritazione o secchezza. Al contrario resta morbida e vellutata proprio come promesso.

Se si nota bene, il prodotto è 2in1. Cosa vuol dire questo? Vuol dire che può essere utilizzato sia come scrub che come maschera. Ho provato ad utilizzarlo in entrambi i modi, ma onestamente come maschera non mi ha entusiasmata più di tanto, anche perchè ce ne sono altre, di diverse marche, che mi hanno soddisfatta di più. 

La caratteristica negativa di questo prodotto oltre a l'INCI è, secondo me, il prezzo. Quasi 20€ per questo scrub mi sembrano alquanto esagerati. 
Io però, come ben sapete, raramente acquisto prodotti Bottega Verde a prezzo pieno, preferisco utilizzare i vari buoni sconto. 

Questa è dunque la mia modesta opinione.
Mi auguro, come sempre, di esservi stata utile.

Vi abbraccio.

BlackCherry




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